COALIZIONE PER I BENI COMUNI : OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO DEL VERDE

La Coalizione per i Beni Comuni, nella lettura del nuovo Regolamento del Verde Urbano, apprezza la validità tecnica del documento stesso,  ritenendolo un’ottima base di partenza per iniziare una riflessione profonda sul nuovo ruolo che le aree verdi giocano nei nostri territori

Gli elementi positivi

La stesura stessa del documento, necessario a Roma; I Patti i collaborazione, inseriti, come proposto dalla  stessa Coalizione per i Beni Comuni e frutto di un percorso di dialogo, dei Patti di collaborazione.

Scelta apprezzata e che sosteniamo, in grado di dare al Comune di Roma un primo strumento importante, basato sulla sussidiarietà orizzontale, per la cura dei beni comuni.

Diversi però gli elementi di criticità riscontrati nel documento tecnico che, come tutti i documenti di questo genere, rischia di svolgere, anche egregiamente, il suo ruolo tecnico, ma di non essere al passo con il momento storico e le necessità attuali.

Funzione sociale

Come atto Amministrativo, il documento mira a regolamentare il verde pubblico, proprio nel suo ruolo tecnico,  dimenticando però, a nostro avviso, la funzione sociale che le aree verdi e il verde in genere svolgono oggi. Tutti gli strumenti individuati per la cittadinanza attiva mirano, sì, alla cura e manutenzione, ma non sostengono e incentivano lo sviluppo di progettualità legate alla socialità, all’accoglienza, al contrasto all’emarginazione e all’isolamento.

Strumenti e valorizzazione del volontariato

Un secondo elemento di  debolezza del nuovo Regolamento del Verde, proposto dalla Giunta Comunale, è assenza di strumenti in grado di rendere concreto il regolamento stesso. Dalla mancanza di una congrua dotazione di fondi e risorse da destinare alla cura dell’immenso e articolato patrimonio di verde della nostra città, alla non espressa volontà di rigenerare uno strumento importante come il Servizio Giardini.

Coperture gestione

A questo si aggiunge l’assenza di coperture o proposte di gestione in grado di superare la crisi attuale di manutenzione delle aree di verde pubblico. Tema di fondamentale importanza per ripristinare la regolarità della situazione. Come la ripiantumazione delle alberature e il superamente della gestione spot delle aree verde.

Seppur ovvio che un Regolamento del verde non può contenere capitoli di bilancio e previsioni di spesa, è altrettanto ovvio che può prevedere politiche di indirizzo in grado di generare tali necessità e richieste. Anche perché, altrimenti, la mancanza di risorse e di fondi sarebbe difficilmente superabile da provvedimenti di finanza pubblica nell’immediato futuro ed è dunque una strada obbligata prevedere strumenti di gestione pubblico/privato dove il ruolo dell’amministrazione è di forte controllo e indirizzo.

Terzo elemento di criticità, non per importanza, riguarda i patti di collaborazione e la possibilità che l’assessorato con un documento successivo al Regolamento del Verde, si riservi la possibilità di classificare quali aree possono essere oggetto dei Patti di Collaborazione.

Ricordiamo all’Amministrazione, che pur comprendendo e capendo eventuali limiti di sicurezza, classificare i campi di azione equivale a porre dei limiti all’attuazione stessa in spazi dove la cittadinanza attiva può esprimere valore e cura.

Spazi che magari escono dalle tradizioni ma di competenza stessa dell’assessorato all’ambiente. Tanti gli esempi che si potrebbero fare, ma ci limitiamo a ricordare che in tema di Beni Comuni sono considerati tali tutti quelli a cui la cittadinanza decide di porre attenzione e cura.

Patti di collaborazione

Assicurazione. Il quarto tema che presenta elementi di criticità è quello dell’assicurazione e degli oneri che ricadono sulle attività di volontariato e che, stando all’attuale definizione attraverso i diversi articoli che coinvolgono la cittadinanza attiva, mettono in evidenza trattamenti diversi.

Riteniamo che nel momento stesso in cui l’Amministrazione comunale approva una qualsiasi forma di progetto di cura, adozione, manutenzione debba, direttamente, non solo sostenere i costi assicurativi dei cittadini coinvolti, ma escludere qualsiasi onero economico e di responsabilità.

La consulta

Ultimo tema ed elemento sollevato dalla Coalizione per i Beni Comuni, è il valore della Consulta. Oggi sono infatti evidenti tutti i limiti nel ruolo di una Consulta del Verde, mal gestita e in grado di rivolgersi a poche realtà di cittadinanza attiva.

Un numero troppo esiguo, messo in evidenza nelle stesso processo di partecipazione che ha portato allo sviluppo di questo documento. E’ evidente che questa può funzionare solo se tutte le realtà interessate possono prenderne parte, in modalità diverse che tengano prima di tutto conto dell’azione volontaria di chi fa parte di Comitati, associazioni o realtà più o meno organizzate.

Qui il documento completo

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